Devo scrivere di Paros, lo devo fare prima che la memoria annebbi i ricordi di quelle giornate infinite, con tutto quel mare, quel sole… quel vento che ti scompiglia i capelli e fa volare via lo stendino…
Le mattinate a Paroikia, le limonate fresche in piazzetta a Lefkes dal nostro amico, i pranzi al Kafeneio di Kostos, lontano dalla folla estiva e poi i bagni, quanti bagni, in quel mare così…. Così bello… Quanti milioni di aggettivi migliori avrei potuto trovare… ma è proprio così… così bello che non mi viene altro. Lolantonis, Tsoukalia, Farangas… La macchina proseguiva dondolando sulla strada sterrata, sollevando nuvole di sabbia e polvere. La leggerezza dell’animo e la meraviglia allo scorgere la baia di Molos, sempre così accogliente e rassicurante. Dovevi solo scegliere dove fermarti, in base alla direzione del vento, c’era sempre una zona più protetta e noi avevamo il nostro posto, come ognuno, come tutti quando ritornano spesso nello stesso luogo. E ricercano le stesse emozioni, la stessa magia, la stessa pace. E per finire, un cocktail affacciati sulla piccola baia di Dryos, con buona musica rock e il suono delle onde del mare.
Potrei piangere nel rispolverare questi momenti, anche perché ci ho vissuto sei mesi, è stato un momento molto importante della mia vita. Ma questa è un’altra storia. Parliamo di Paros.
Paros possiede solo un aeroporto nazionale, almeno per ora (il progetto per quello internazionale pare sia già stato approvato), pertanto si può raggiungere in aereo da Atene (un rapido volo di venti minuti) oppure in nave dal Pireo (circa 4 ore e mezza).
L’isola possiede principalmente due centri, Paroikia il capoluogo e Naoussa, un porticciolo di pescatori ora location a mio avviso anche troppo chic e pettinata.
Oltre tutto quello che si può dire di vedere sull’isola io mi sento di fare un piccolo inciso:
“Paros è cara, è vip, è affollata, è antropizzata” sono una parte delle critiche che si possono sentire a riguardo, quello che mi sento di dire io, che l’ho girata in lungo e in largo per 6 mesi è che queste affermazioni sono vere solo in parte, con i consigli giusti si possono tranquillamente evitare le trappole per turisti, che esistono sia chiaro, lettini a 90 euro e aperitivi dai prezzi folli, e si può godere a pieno delle meraviglie che ci sono e dell’atmosfera magica che si può respirare. Nelle sue piccole baie nascoste, nei sentieri che portano a suggestivi monasteri, nei ristoranti onesti, dove ti senti accolto e coccolato come se fossi a casa della mamma.
I miei consigli:
- percorrere i sentieri di Paros Park fino al faro;
- andare a piedi al monastero di Agios Antonios;
- cenare ad Aliki in tempo per il tramonto;
- cercare calette nascoste nel sud dell’isola;
- una passeggiata nella piccola Chora di Antiparos;

